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Burkina Faso: nella terra dei Lobi

Feticcio nel quartiere animistaCostanza, ci porta nell’ovest del Burkina Faso: prima tappa a Bobo Dioulasso.

Dopo aver parlato di cucina e bevande del Burkina Faso, Costanza ci porta a Bobo e Banfora!

Torno da un meraviglioso week-end a Bobo Dioulasso e Banfora: non potevo lasciare il Burkina senza aver visitato l’ovest! Una mia amica burkinabé si è offerta di venire con me.

Siamo partite con l’autobus (TCV, costo del biglietto andata e ritorno 11.000 cefa) alle 18:30, purtroppo arriviamo a destinazione in ritardo dopo la mezzanotte, ma l’autobus è climatizzato e ho dormito per quasi tutto il tempo.

Arrivati in città si parte alla ricerca di un albergo: trovo posto in un hotel non proprio economico (Hotel Watinoma 18.000 cefa camera doppia climatizzata più la mattina colazione a 1200 Cefa) ma molto confortevole.

Poco più avanti sull’altro lato della strada trovo anche un maquis dove mi fanno un’ottima omelette (500 cefa).

La mattina si parte alla scoperta di Bobo.

Arrivati davanti alla moschea veniamo avvicinate da una guida che ci spiega il funzionamento delle visite e si offre di farci da guida:

  • 1000 Cefa per l’entrata nella moschea più spiegazione da parte del fratello dell’imam
  • 1000 Cefa per l’entrata nel quartiere antico di Bobo, Dioulasso Bas
  • 1500 Cefa per la guida (che ce ne aveva chiesti 5000 dicendo che così è scritto sulle guide Routard, ma la mia amica sa trattare molto bene!)

Moschea a Bobo Dioulasso

La moschea è molto caratteristica, la spiegazione non entra molto nel dettaglio ma sul tetto della moschea abbiamo una lunga discussione con il fratello dell’imam sui diversi usi delle donne cristiane e mussulmane.

Al di là delle convinzioni personali di ognuno, quello che mi stupisce sempre quando si affrontano questioni di questo tipo in Burkina, è la totale assenza di polemica; appartenenti alle diverse religioni si confrontano in modo a volte anche acceso, ma senza giudicarsi, senza aggressività, e in questo particolare momento storico è un fatto che si nota.

Dopo la visita alla moschea, la guida ci porta dentro la città vecchia. E’ una zona all’interno della città dove le cose sono rimaste come erano, quindi case di mattoni una sulle altre, fogne a cielo aperto, sporco e cattivo odore.

Burkina Faso - Bobo Dioulasso

Ci porta a vedere un feticcio nel quartiere animista (deludentissimo, è solo un montarozzo di terra), una bottega dove si produce il dolo e altre bevande tipiche, il quartiere dei fabbri (dove compro un portacenere), il fiume con i pesci sacri (dei pesci gatto che gli abitanti del posto non mangiano).

Fiume sacro a Bobo

Ci sono anche dei decoratori che dipingono dei batik e che mi spiegano il complesso procedimento, compro anche un batik molto grande con delle donne che danzano.

Come ho detto, il quartiere in sé è abbastanza maleodorante, e a pranzo la cognata della mia amica mi dice che gli abitanti si sono rifiutati di lottizzare il quartiere, ma prima o poi si augurava che il comune riuscisse a radere tutto al suolo.

Bobo feticcio nel quartiere animista

E’ con questo sistema che hanno raso al suolo tutti i quartieri caratteristici per fare posto ad agglomerati (talvolta non meno maleodoranti) moderni.

Facciamo un salto alla stazione degli autobus per comprare il biglietto per Banfora per il giorno dopo (sempre TCV, 2500 Cefa andata e ritorno) e per confermare il rientro a Ouaga domenica alle 14.

Il pomeriggio andiamo a vedere il Musée Provincial de l’Houët, la provincia di Bobo, (1000 Cefa guida inclusa), che espone le opere che vincono ogni anno la fiera dell’arte, maschere e vari oggetti tradizionali, mentre nel giardino sono stati riprodotti una casa bobo (quelle del quartiere della mattina) e una capanna peul.

La sera siamo andati a mangiare al Dankan, peccato che per la cena la cucina sia abbastanza limitata, ma comunque abbiamo mangiato molto bene (io spiedini e patate in padella, la mia amica capitaine con verdure julienne, jus de gingembre da bere, per circa 10000 Cefa).

Per la notte ho lasciato l’albergo e sono andata dalle suore, camera molto più economica (6000 Cefa per la stanza ventilata più 750 Cefa per la colazione) e graziosa, ma con la toilette in comune ogni 4 camere, per due giorni sopporterò!

La prossima settimana Costanza ci racconta di Banfora e dellesue stupende cascate!

Filed Under: Racconti di viaggio Tagged With: Africa, Burkina Faso

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